OBESITA'

A cura del Dr. Gian Guido Baldini
Specialista in Scienza dell'Alimentazione
 
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Dimensioni del fenomeno
L'obesitÓ Ŕ divenuta una delle pi¨ diffuse patologie del "benessere" nelle societÓ indistrializzate che colpisce in prevalenza i Paesi tecnologicamente pi¨ avanzati come gli Stati Uniti (20% degli abitanti Ŕ obeso) e l'Europa (15% della popolazione), ma comincia a manifestarsi in modo evidente anche in Paesi in rapida evoluzione. Per l'obesitÓ (BMI>30), in Europa, l'Italia si posiziona con il 9,5% della popolazione maschile ed il 9,9% delle donne agli ultimi posti della graduatoria. Quando, invece, si considera il sovrappeso (BMI>25), sale ai primissimi posti della classifica con Francia ed Inghilterra (uomini: 39,8%: donne: 25,3%). con maggior percentuale tra i soggetti di etÓ media e nell'Italia meridionale ed insulare (11,5% di obesi). Questi dati ci avvicinano sempre di pi¨ alle percentuali degli U.S.A.
(*dati tratti dal Secondo rapporto sull'obesitÓ curato dell'Istituto Auxologico Italiano 6/2000)

Cos'Ŕ l'obesitÓ
Per certo, si pu˛ dire che l'obesitÓ Ŕ la conseguenza di un eccessivo accumulo di grasso corporeo risultante da un bilancio energetico positivo protratto nel lungo termine.
Il numero delle cellule adipose, gli adipociti, si stabilizza al raggiungimento della pubertÓ (circa 25 miliardi), mentre il loro volume pu˛ variare nel corso della vita, sotto gli influssi ormonali. Un aumento dell'adipe, consegue di regola ad una ipertrofia delle cellule adipose (aumento delle dimensione), e iperplasia (aumento del numero delle cellule adipose) nelle persone con obesitÓ estrema. Il tessuto adiposo non Ŕ, come semplicisticamente, si potrebbe pensare un tessuto inerte, ma partecipa attivamente alla omeostasi (mantenimento dall'equilibrio energetico) secernendo sostanze in grado di essere riconosciute dalle cellule del tessuto di appartenenza (leptina p.e.). La ricerca sui meccanismi coivolti nel determinare l'obesitÓ, potranno fornire utili informazioni per nuovi approcci terapeutici.

La distribuzione del tessuto adiposo
La distribuzione del tessuto adiposo riveste importanza clinica nella definizione del rischio patologico associato all'obesitÓ. La distribuzione dell'adipe Ŕ influenzata da fattori genetici legati al sesso. La localizzazione pu˛ essere prevalente a livello viscerale oppure sottocutanea; ci˛ identifica due differenti biotipi.

Fattori causali
I meccanismi specifici che determinano obesitÓ e l'eccesso ponderale sono attualmente sconosciuti. Di fatto si Ŕ visto che i figli di genitori obesi hanno una probabilitÓ dell'80% circa di divenire a sua volta obesi, contro il 15% dei figli di genitori normopeso.
Si riconoscono, tuttavia, dei fattori di rischio strettamente intrecciati tra loro; sono predeterminati geneticamente e grandemente influenzati dalle abitudini alimentari e dalla sedentarietÓ. L'obesitÓ pu˛ conseguire, tuttavia, meno frequentemente a condizioni note come: turbe ipotalamiche-ipofisarie, sindromi genetiche ben definite, disordini endocrini, iatrogene (da farmaci), che vanno escluse, e, se identificate, trattate prima di iniziare un intervento dietetico-terapeutico.

 
Patologie associate
Diabete non insulino dipendente (tipo II)
Iperlipidemie
Ipertensione arteriosa
Cardiopatia ischemica (infarto miocardico, angina pectoris, morte improvvisa)
Colelitiasi (calcolosi della colecisti)
Tumori ( mammella, utero, colon)
Patologia ostetrica e perinatale
Patologia delle gonadi
Patologia osteo-articolare
Patologia renale (sindrome nefrosica, trombosi della vena renale)
Patologia respiratoria (crisi di apnea ostruttiva nel sonno o sleep-apnea, sindrome di Pickwick)


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